lunedì 17 ottobre 2011

URBAN QUEENS. Street art al femminile. 13-16 october 2011 - spazio concept - Milano

Grazie a tutti i visitatori dell'Urban Queens.
informazioni:  urbanpainting@ymail.com

photo gallery : click here





BTOY (SPAIN) live painting


Ale Senso (it) 8 hours live painting
photo gallery Ale SENSO live painting: click here





URBAN QUEENS. Street art al femminile 
13/14/15/16 ottobre 2011
Spazio Concept, via Forcella 7 - Milano.
curata da Costanza Sartoris
testo critico di Serena Valietti
powered by Urban Painting
in collaborazione con Associazione culturale Spazio Concept
http://www.urbanpainting.info




JUST ANOTHER ONE OF THE BOYS.

SPAZI FISICI E MENTALI DELLA FEMMINILITÀ NELL'ARTE URBANA.

Di Serena Valietti

King. Re in inglese. Un termine che nella cultura hip hop viene attribuito a chi è molto

bravo e rispettato per quello che fa con dedizione e abilità. Il suo corrispondente, al

femminile non esiste. Una carenza che è già di per sé una spia di una mancanza di spazio

fisico e relazionale per il femminile nell'arte urbana. Giocando proprio sul vuoto

semantico, il titolo di questa mostra dedicata alle donne della street art, ne riconosce il

valore e le incorona Queens, mettendole per merito e bravura accanto ai loro colleghi King.

Per tenersi la corona ben salda in testa, le donne nell'urban art però devono giocare con le

stesse regole degli uomini: [...]per essere riconosciute devono avere gli attributi, qualità

maschili e anche un comportamento che sia come quello dei ragazzi. Quando poi

finalmente vengono accettate per risultati, dedizione e stile, perdono la loro femminilità e

vengono considerate come just another one of the boys1. Essere riconosciute come artiste o

writers, per come si viene percepite dai maschi, troppo spesso ha richiesto alle donne di

nascondere e reprimere la propria femminilità a favore di un comportamento “da

ragazzaccio”.

Dedicare una mostra alla street art al femminile invece, opera una fusione tra l'artista

rispettata per i suoi skills e la donna riconosciuta in toto.

L'artista così ha una doppia connotazione: è come una dei ragazzi, ma mantiene intatta la

propria individualità femminile, che si traduce poi nel feminine touch che emerge nei

lavori in mostra in Urban Queens: da Faith47 che ha acceso i riflettori sull'urban art

sudafricana con i suoi lavori socialmente connotati, alle sei stelle dell'universo urban

italiano: Pax Paloscia, Senso, Nais, Miss Eu, Alice Pasquini e Alita, metà del collettivo

milanese Orticanoodles. E ancora il mondo ipercolorato dell'argentina Cuore e delle due

spagnole Emedemati e Btoy. Esposte allo Spazio Concept anche le brasiliane Jana Joana e

Ananda Nahu, le fotografie di Jessica Stewart, gli eco-graffiti dell'inglese Faunagraphic, i

lavori della canadese Indigo e quelli di Mymo, di stanza a Berlino. Parte dello show anche

l'aerosol artist francese Liliwenn e la statunitense Lydia Emily con i suoi controversi

ritratti.

1 Nancy MACDONALD, The graffiti subculture: youth, masculinity, and identity in London and New York. Palgrave

Macmillan, 2001

Urban Queens si inserisce in un filone internazionale di mostre, happening, organizzazioni

e libri dedicati all'urban culture al femminile. Dal libro del 2006 di Nicholas Ganz Graffiti

Women, Street Art from the Five Continents, ai festival francesi Kosmopolite e étoiles

Urbaines a We B*Girlz, un libro della leggendaria fotografa e autrice di Subway Art

Martha Cooper, a cui è seguito l'omonimo festival, organizzato per presentare queste

“donne forti e indipendenti come modelli per le generazioni future e mostrare a tutti che

c'è un posto significativo per loro in questa cultura mondiale”

E in questa scena internazionale, le donne sono presenti già dagli albori: sono gli anni

Settanta quando nelle strade di New York affollate di tag compaiono anche quelle di due

ragazze, Eva 62 e Barbara 62, a cui si aggiungerà quella di Lady Pink, ad oggi una delle più

prolifiche (donne) dell'aerosol art mondiale.

Le artiste presenti in mostra a Urban Queens raccolgono l'eredità di queste tre writers

pioniere dell'urban art, che hanno aperto la strada a decine di artiste un mondo dominato

dagli uomini, in cui le donne hanno sempre lavorato, cercando di tenere lontano lo

stereotipo che le vede parte di questa cultura solo in quanto fidanzate di qualcuno o

groupies.

La conquista di un muro per queste artiste significa qualcosa di più che per i loro colleghi e

non si tratta solo del rischio maggiore corso dalle donne che dipingono la notte, in posti

isolati o in contesti già pericolosi anche per gli uomini.

La conquista di un muro e la realizzazione di un pezzo o di un'opera è una questione di

rispetto e di riconoscimento del proprio valore come artiste, “umane, sessuate, nomadi,

mortali del tipo femminile, chiamateci semplicemente donne d'oggi”2 in una scena troppo

spesso machista.

La conquista di un muro oggi è quello che ai primi del Novecento era la conquista della

famosa “Stanza tutta per sé” che dà il titolo a uno dei saggi più conosciuti di Virginia

Woolf. Una stanza che sia un luogo di indipendenza e di libertà di espressione in cui la

donna creativa possa finalmente “uccidere l'angelo della casa, che abita gli strati più

profondi della sua identità, […] quell'immagine di donna che si oppone all'auto

realizzazione”.

Una stanza come un muro. Ai primi del Novecento, come in questi anni Dieci. Spazio fisico

in cui proiettare sé stesse, “aggiungendo un proprio flavour, un proprio stile e gusto tutto

femminile a quello che gli uomini stanno facendo e renderlo anche nostro”. Parola di

Missy Elliott, una delle produttrici e artiste americane più rispettate della scena hip hop

mondiale.

2 Rosy Braidotti, La Bellezza dissonante. Testo della conferenza tenuta all'Università di Utrecht nel 2004

martedì 11 ottobre 2011

URBAN QUEENS. Street art al femminile. Il testo critico di Serena Valietti


URBAN QUEENS. Street art al femminile 
13/14/15/16 ottobre 2011
Spazio Concept, via Forcella 7 - Milano.
curata da Costanza Sartoris
testo critico di Serena Valietti
powered by Urban Painting
in collaborazione con Associazione culturale Spazio Concept
http://www.urbanpainting.info




JUST ANOTHER ONE OF THE BOYS.

SPAZI FISICI E MENTALI DELLA FEMMINILITÀ NELL'ARTE URBANA.

Di Serena Valietti

King. Re in inglese. Un termine che nella cultura hip hop viene attribuito a chi è molto

bravo e rispettato per quello che fa con dedizione e abilità. Il suo corrispondente, al

femminile non esiste. Una carenza che è già di per sé una spia di una mancanza di spazio

fisico e relazionale per il femminile nell'arte urbana. Giocando proprio sul vuoto

semantico, il titolo di questa mostra dedicata alle donne della street art, ne riconosce il

valore e le incorona Queens, mettendole per merito e bravura accanto ai loro colleghi King.

Per tenersi la corona ben salda in testa, le donne nell'urban art però devono giocare con le

stesse regole degli uomini: [...]per essere riconosciute devono avere gli attributi, qualità

maschili e anche un comportamento che sia come quello dei ragazzi. Quando poi

finalmente vengono accettate per risultati, dedizione e stile, perdono la loro femminilità e

vengono considerate come just another one of the boys1. Essere riconosciute come artiste o

writers, per come si viene percepite dai maschi, troppo spesso ha richiesto alle donne di

nascondere e reprimere la propria femminilità a favore di un comportamento “da

ragazzaccio”.

Dedicare una mostra alla street art al femminile invece, opera una fusione tra l'artista

rispettata per i suoi skills e la donna riconosciuta in toto.

L'artista così ha una doppia connotazione: è come una dei ragazzi, ma mantiene intatta la

propria individualità femminile, che si traduce poi nel feminine touch che emerge nei

lavori in mostra in Urban Queens: da Faith47 che ha acceso i riflettori sull'urban art

sudafricana con i suoi lavori socialmente connotati, alle sei stelle dell'universo urban

italiano: Pax Paloscia, Senso, Nais, Miss Eu, Alice Pasquini e Alita, metà del collettivo

milanese Orticanoodles. E ancora il mondo ipercolorato dell'argentina Cuore e delle due

spagnole Emedemati e Btoy. Esposte allo Spazio Concept anche le brasiliane Jana Joana e

Ananda Nahu, le fotografie di Jessica Stewart, gli eco-graffiti dell'inglese Faunagraphic, i

lavori della canadese Indigo e quelli di Mymo, di stanza a Berlino. Parte dello show anche

l'aerosol artist francese Liliwenn e la statunitense Lydia Emily con i suoi controversi

ritratti.

1 Nancy MACDONALD, The graffiti subculture: youth, masculinity, and identity in London and New York. Palgrave

Macmillan, 2001

Urban Queens si inserisce in un filone internazionale di mostre, happening, organizzazioni

e libri dedicati all'urban culture al femminile. Dal libro del 2006 di Nicholas Ganz Graffiti

Women, Street Art from the Five Continents, ai festival francesi Kosmopolite e étoiles

Urbaines a We B*Girlz, un libro della leggendaria fotografa e autrice di Subway Art

Martha Cooper, a cui è seguito l'omonimo festival, organizzato per presentare queste

“donne forti e indipendenti come modelli per le generazioni future e mostrare a tutti che

c'è un posto significativo per loro in questa cultura mondiale”

E in questa scena internazionale, le donne sono presenti già dagli albori: sono gli anni

Settanta quando nelle strade di New York affollate di tag compaiono anche quelle di due

ragazze, Eva 62 e Barbara 62, a cui si aggiungerà quella di Lady Pink, ad oggi una delle più

prolifiche (donne) dell'aerosol art mondiale.

Le artiste presenti in mostra a Urban Queens raccolgono l'eredità di queste tre writers

pioniere dell'urban art, che hanno aperto la strada a decine di artiste un mondo dominato

dagli uomini, in cui le donne hanno sempre lavorato, cercando di tenere lontano lo

stereotipo che le vede parte di questa cultura solo in quanto fidanzate di qualcuno o

groupies.

La conquista di un muro per queste artiste significa qualcosa di più che per i loro colleghi e

non si tratta solo del rischio maggiore corso dalle donne che dipingono la notte, in posti

isolati o in contesti già pericolosi anche per gli uomini.

La conquista di un muro e la realizzazione di un pezzo o di un'opera è una questione di

rispetto e di riconoscimento del proprio valore come artiste, “umane, sessuate, nomadi,

mortali del tipo femminile, chiamateci semplicemente donne d'oggi”2 in una scena troppo

spesso machista.

La conquista di un muro oggi è quello che ai primi del Novecento era la conquista della

famosa “Stanza tutta per sé” che dà il titolo a uno dei saggi più conosciuti di Virginia

Woolf. Una stanza che sia un luogo di indipendenza e di libertà di espressione in cui la

donna creativa possa finalmente “uccidere l'angelo della casa, che abita gli strati più

profondi della sua identità, […] quell'immagine di donna che si oppone all'auto

realizzazione”.

Una stanza come un muro. Ai primi del Novecento, come in questi anni Dieci. Spazio fisico

in cui proiettare sé stesse, “aggiungendo un proprio flavour, un proprio stile e gusto tutto

femminile a quello che gli uomini stanno facendo e renderlo anche nostro”. Parola di

Missy Elliott, una delle produttrici e artiste americane più rispettate della scena hip hop

mondiale.

2 Rosy Braidotti, La Bellezza dissonante. Testo della conferenza tenuta all'Università di Utrecht nel 2004

sabato 1 ottobre 2011

MYMO (Germany)



MYMO (Germany ) @ street art festival (Belgium)  - http://mymonstersworld.com/
photo courtesy: Street art Belgium
more here: http://streetartbelgium.com/2011/09/mymo-andre-at-street-art-festival/


giovedì 29 settembre 2011

C215 in Paris

artist: C215 (France)






mercoledì 7 settembre 2011

FEMALE STREET ART ON THE ROOF - 4/5/6 settembre 2011 - Milano


PHOTO GALLERY

 Rai TV

FEMALE STREET ART ON THE ROOF 
La prima mostra in Italia di STREET ART FEMMINILE
MILANO - 4/5/6 settembre 2011
Curata da Costanza Sartoris
con la collaborazione di Urban Painting 




FEMALE STREET ART ON THE ROOF è il titolo della mostra, la prima esposizione italiana di street art in cui espongono solo donne. Per l’occasione, l’evento si svolgerà in una location inusuale: un attico in zona Amendola, un posto alternativo, un nuovo modo di diffondere e rendere accessibile l’arte e la cultura.



Esposte opere originali di:

FAITH 47 (http://www.faith47.com/), South Africa

JANA JOANA (http://www.janajoana.com.br/), Brazil

B-TOY (http://www.btoy.es/), Spain

LILIWENN (http://www.liliwenn.com/), France

MYMO (http://www.mymonstersworld.com/), Germany

MICROBO (http://www.microbo.com/), Italy

PAX (http://www.paxpaloscia.it/ImagePortfolio.html), Italy

FAUNA GRAPHIC (http://www.faunagraphic.com/), UK

ALITA from ORTICANOODELS (http://www.orticanoodles.com/), Italy

LYDIA EMILY (http://lydiaemily.com/), U.S.A.

NAIS (http://www.missnais.com/), Italy

ALICE PASQUINI (http://www.flickr.com/photos/alicepasquini), Italy

EME (http://www.behance.net/emedeM), Spain

SENSO (http://crazysen.com/), Italy

CUORE (http://cfmurales.blogspot.com/), Argentina

MISS EU (http://www.eugeniagaravaglia.eu/), Italy 


special Guest:

STEN&LEX (Lex is the female part of sten&lex) - http://stenlex.net/


LUCY McLAUCHLAN (uk) - http://lucy.beat13.co.uk/


BASTARDILLA (COLOMBIA) - http://www.bastardilla.org/


PHOTO GALLERY:
OPENING & FINISSAGE: click here
ARTWORKS: click here

mercoledì 10 agosto 2011

FAITH 47 ( South Africa) - Female Street art

'land and liberty' cape town

'losing village, finding city' shenzen - china

'commerce, civilisaton and christianity' cape town

'all shall be equal before the law' cape town

'a fair exchange is not blind' cape town

Artist : FAITH47 (South Africa)
web: http://www.faith47.com

Faith47 is a self-taught artist who draws inspiration from her own existential questions. Her art takes on the form of metaphor. Both abstract and definitive in meaning, plucking at our heartstrings as she paints.
Faiths images thrive on broken-down cars and old factories, down dusty side roads of lost towns and inner-city alleyways. Her deep affinity with lost spaces allows her to bring attention to the most humble of environments. Her interactions resonate with our fragility and our elusive relationship with dreams, memory and human interaction.
Initially recognized for her graffiti and street art work, Faith has fast established herself internationally, showing in galleries and participating in projects worldwide. She remains rooted in South Africa, where the soil is red and her blood feels comfortably and peacefully on edge.

photo and bio: courtesy faith 47 

sabato 6 agosto 2011

MYMO (GERMANY) - FEMALE STREET ART

 Mymo in Berlin

Mymo in London

ARTIST: MYMO (GERMANY)
WEB: http://mymonstersworld.com/

MYMO @ FEMALE STREET ART ON THE ROOF GROUP SHOW

MYMO *1983. Lives and works in Berlin.
With roots tracing back to graffiti, Mymo developed her own individual style.
The artist constantly develops new possibilities of aesthetic expression with the help of various techniques (from street and canvas painting to collage, from animation films to installations).. Life, with all its ups and downs, serves as a primary inspiration for Mymo’s work, and the artist’s monsters serve as a primary medium for communicating the entire spectrum of human emotions. She has already been displayed in numerous exhibitions, publications and magazines, on fashion etc.

mercoledì 3 agosto 2011

CHRISTIAN KRAMER A.K.A. DOME



ARTIST: DOME (GERMANY) - HTTP://WWW.DOMEONE.DE
LOCATION: URBAN TALES FESTIVAL - FOGGIA - ITALY
SIZE: 700X400 CM
MEDIUM: MIXED MEDIA ON WALL
YEAR:2011

sabato 9 luglio 2011

lunedì 20 giugno 2011

C215 - LETTERS FROM ROME

C215 TRIBUTE TO CARAVAGGIO in Rome



Based on Caravaggio's "Medusa"









C215 / Street Artist from Jerome de Gerlache on Vimeo.

Directed by Jérôme de Gerlache


ARTIST : C215
WEBSITE : HTTP://WWW.C215.COM
photo coutesy C215

venerdì 17 giugno 2011

M-CITY Hits BOZAR in BRUXELLES

M-CITY @ BOZAR



The Power of Fantasy

Modern and Contemporary Art from Poland

BOZAR ou le Palais des Beaux-Arts de Bruxelles
INFO: http://www.bozar.be/activity.php?id=10343&selectiondate=2011-6-26

24 June 2011 - 18 September 2011

This major exhibition gathers many of the most significant works of contemporary art from Poland by a generation of artists who have made their careers since the fall of communism in the country in 1989. More than 30 internationally renowned artists such as Monika Sosnowska, Wilhelm Sasnal, Piotr Uklański, Katarzyna Kozyra, and Robert Kuśmirowski featured in the show.

Entitled ‘The Power of Fantasy’, the exhibition sets out to show how the fantastic and the magical, the mad and the absurd have been powerful themes in contemporary Polish art. With works of art which explore the full potential of the imagination, the show reveals a culture full of intense visions and strange dreams.

These themes also provide connections between 20th century modern art in Poland and the practice of contemporary artists since 1989. The exhibition puts contemporary artworks in the company of iconic masterpieces by celebrated artists like Tadeusz Kantor, Magdalena Abakanowicz and Bruno Schulz. 
 

In total, The Power of Fantasy features almost 200 works of art, some especially commissioned for this exhibition including a work of wall art being made in situ by street artist, Mariusz Waras (M-CITY). Other major works are being shown outside Poland for the first time. The Power of Fantasy is the most comprehensive exhibition of contemporary Polish art since the end of communism.
 

The artworks are not ordered by chronology, but are organized thematically in different chapters. Key themes include absurdity in everyday life; history and memory; the image of the hero; madness and absurdity; surreal landscapes; the militant imagination; the art of saying no.
 

Fantasy takes a variety of forms. In the work of neo-surrealist painter Julian Jakub Ziółkowski as well as the Baroque filmic fantasies of Katarzyna Kozyra, it is conveyed in feverish excess. For other artists, it is the former socialist environment – much disparaged in the popular imagination – which has power to stimulate the imagination. As art, ordinary towns and streets can become a magic world containing many overlooked possibilities and unfulfilled potential. Concrete housing blocks and public buildings become playgrounds of the imagination in the work of Monika Sosnowska, Julita Wójcik and Jarosław Kozakiewicz.

For this generation of artists, like others before them, fantasy has not been a way of escaping reality but of challenging it. Largely born in the late 1960s and 1970s, they have crossed two worlds: their childhoods and youth were lived in the People’s Republic of Poland, whilst their careers have been made in democratic Poland. Their work is inflected by a contrarianism that cast doubt on both. In this way – artists like Artur Żmijewski and Zbigniew Libera – sustain a tradition of dissent and critical reflection which is deeply-rooted in Polish culture.  

Polish artists are deeply interested in the ways in which history can be folded into the present. Robert Kuśmirowski’s iconic work, ‘DOM’, a C19th graveyard will be recreated in the show. The exhibition also features a room of works of Wilhelm Sasnal – one of the greatest painters of the age – addressing the figure of the hero.  

The fantastic can also be shaped out the ordinary. Hardship, bureaucracy and censorship have not been entirely negative experiences for Poland, at least in the sense that they have stimulated a remarkable resourcefulness in the nation. Poles have a talent of being able to make anything out of nothing. In the 1950s Leopold Tyrmand writing called this capacity ‘Applied Fantasy’. Today artists continue to tap this resourcefulness: Paweł Althamer works with the elderly neighbours and teenage ‘homeboys’ from Bródno, an unloved suburb in Warsaw, to create art or as he calls it a ‘wspólna sprawa’ (‘common task’). A monumental sculptural collective self-portrait, ‘Bródno People’, made by Althamer and his neighbours will feature in the exhibition.  

Other young artists demonstrate extraordinary, even perverse resourcefulness. Jan Simon, for instance, combines approaches technology like a craftsman, making electronic objects from scratch. Maciek Kurak has commented on the talent for ‘Applied Fantasy’ in a piece called ‘Fifty-Fifty’ in which a Polish FIAT car – on its back – seems to drive a sewing machine. 

The exhibition is accompanied by 160 page, fully illustrated book published under the same title from Prestel.

Curators: David Crowley, Zofia Machnicka, dr Andrzej Szczerski

Exhibition organized as part of I, CULTURE – the International Cultural Programme of the Polish Presidency of the European Union Council.

 

more info: click here

interview with curator: click here

8. A number of brand new works have also been commissioned?With a budget for a big exhibition like this, you have a unique opportunity to commission new work. We asked a few young artists who are on the cusp of something very interesting to create some works for specific spaces within the gallery. For example for the circular space at the entrance of the exhibition we asked street artist Mariusz Waras (M-CITY) to create a work in situ. 

sabato 11 giugno 2011

Urban painting's Party - domenica 12 giugno ore 19 - La fata verde - Agrate brianza

CLICCA QUI PER FOTOGRAFIE EVENTO





Urban painting's party
Domenica 12 giungo 2011
Dalle ore 19 presso "La fata verde"
Via talete, 2 (via offellera) - Agrate brianza
ingresso libero


Live painting con Neve e Orticanoodles
Mostra collettiva di street art
DJ set

Facebook: Clicca qui

giovedì 2 giugno 2011

URBAN PAINTING'S PARTY - 12 GIUGNO 2011 - ORE 21 - LA FATA VERDE - AGRATE BRIANZA


URBAN PAINTING'S PARTY
Live painting & street art group show
12 GIUGNO 2011
dalle ore 19 alle ore 2
La Fata Verde- Via Talete 2a - Cascian Offellera - Agrate Brianza 
Ingresso Libero